Biografia


Autoritratto Fabrizio Uliana 2019
Autoritratto © 2019

Fabrizio Uliana
“Ziobrafi”

Nota autobiografica

Sono nato a Roma, ho abitato a Venezia per 25 anni. Dal 2020 vivo in Francia, tra Parigi e Dinard (Bretagna), con mia moglie Loredana e i nostri quattro gatti (Paco, Lucy, Cico e Zoe).
Mi sono sempre interessato ai diritti umani e civili e in particolare a quelli dei minori e dei disabili.
Laureato in Servizio Sociale, ho conseguito un diploma Master in “Immigrazione, Fenomeni Sociali e trasformazioni sociali” e uno in “Europrogettazione”.
Mi sono occupato di realizzazione e organizzazione di servizi sociali per il privato sociale.
Sono stato il presidente dell’Associazione Lila di Venezia.
Dal 1982 al 2019 ho lavorato come direttore di Servizio Sociale per il Ministero delle Giustizia.

Dal 2005 al 2009 sono stato uno dei quattro curatori della Galleria Fotografica “Al Bacaro” 🔗, Venezia-San Marco 1345.

Affascinato dagli album di foto della mia famiglia, ho iniziato a scattare negli anni ‘60 con una Instamatic. La mia formazione fotografica è stata sostanzialmente d’autodidatta documentandomi attraverso libri, riviste, esposizioni. Alla fine degli anni ‘90 ho iniziato a frequentare lo storico circolo fotografico veneziano “La gondola”, ed ho esposto i miei lavori in mostre personali e collettive, con fotografie pubblicate su cataloghi, riviste e libri.

Ho sempre pensato che per fotografare non é importante avere l’ultimo modello di reflex, ma piuttosto avere un’idea e un progetto per comunicare e riuscire a stupire, utilizzando qualsiasi mezzo.
Mi sento vicino ed interessato ad autori con capacità creativa come i fratelli Bragaglia, Luigi Veronesi, Man Ray, André Kertész, Franco Fontana e Nino Migliori.
Nel corso di questi anni, la fortuna di essere socio di uno dei più prestigiosi circoli fotografici italiani, mi ha indirizzato negli anni ad un lavoro di ricerca e di sintesi.

… Una cosa che mi attira nella vita . la sorpresa, la sorpresa che infrange l’esperienza, la sorpresa imprevedibile che coinvolge i sensi, la sorpresa che mette in dubbio il senso della percezione e la lettura dell’oggetto percepito. Nella sorpresa c’é qualcosa di inatteso, che emana una forza interiore anche se per percepire questo ci vuole attenzione, concentrazione, ricerca. Una volta scoperta, la sorpresa, si continua a cercarla … una volta “fotografato” l’oggetto da una prospettiva inconsueta si rimane sorpresi e si cerca di sorprendersi e sorprendere ancora. Le immagini sorpresa possono essere viste come se fossero cose stesse, altro da quello che sono in realtà, facendo scomparire il confine tra sogno e realtà.

Queste sono Immagini che mi stupiscono e che entrano nel mio processo creativo: questo modo di fotografare mi aiuta a riconciliarmi con gli aspetti piacevoli e quindi irrinunciabili della vita, dove rivedere l’immagine con attenzione suscita stupore, sogno a occhi aperti, piacere per essersi staccata dalla semplice riproduzione di una realtà per trasformarsi in moltiplicatrice di simboli, di segni e di altre grafie.”

Fabrizio Uliana
Luglio 2023